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Qual è la differenza tra FTTC ed FTTH?

12 aprile 2021

8 minuti di lettura

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In TV, nel web, nel passaparola; oramai è sempre più comune sentir parlare di "connessione in fibra ottica", "100 mega", "1 giga", "ultra velocità"... Ma cosa significa tutto questo? Partiamo da principio.

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Che cos'è la fibra ottica?

La fibra ottica è un tipo di materiale composto da filamenti vetrosi e polimerici che permettono il passaggio della luce al loro interno ed è la tecnologia successiva ai cavi in rame delle connessioni ADSL.

Sono principalmente due, infatti, le caratteristiche che rendono la fibra la tecnologia del futuro

  • La velocità: i cavi in rame funzionano tramite elettricità, mentre la fibra ottica tramite impulsi luminosi. Più il punto di partenza dell’impulso elettrico è distante dal punto di arrivo, più calerà la performance del segnale, che tenderà pian piano a perdere potenza; allo stesso modo con cui un grido viene percepito sempre più fioco man mano che ci si allontana dalla sua fonte. Questo non accade nella fibra ottica, la quale non solo invia fasci luminosi invece di impulsi elettrici, ma è soprattutto realizzata con componenti di vetro e polimeri plastici che permettono di riflettere la luce senza interruzioni fino al punto di arrivo, consentendo un flusso di dati estremamente scorrevole;

  • L’affidabilità: mentre è il rame è un materiale che richiede elettricità e che per sua stessa composizione è soggetto ad usura e ad intereferenze elettromagnetiche, non è così per la fibra ottica. Questo sia perché è prodotta con tecnologie recentissime e di ultima generazione, sia perché lo stesso materiale vetroso e polimerico con cui è creata la rende molto più resistente agli agenti esterni, atmosferici e non, e il suo funzionamento tramite impulsi luminosi non la rende sensibile ad eventuali interferenze. 

Il principio su cui si basa la fibra ottica è stato dimostrato per la prima volta nel 1840 a Parigi, ma è solo nel 1956 che se ne fa il primo impiego per la costruzione di un gastroscopio medico. La sperimentazione della fibra nelle telecomunicazioni ha inizio invece negli anni ’60, quando il ricercatore cinese Charles Kao comprende che la perdita del segnale è dovuta alle impurità presenti nel materiale stesso. A seguito dei suoi studi, nel 1970 l’azienda americana Corning Glass produce per la prima volta una fibra ottica in vetro estramemente puro ed è da qui che comincia lo sviluppo di fibre ottiche sempre più prestanti, e che prosegue ancora oggi.

In Italia fu Torino la prima città ad essere cablata con una rete in fibra ottica sperimentale, grazie alle ricerche condotte dal Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni, importante istituto chiuso nel 2001 e confluito in altre aziende, tra cui Telecom Italia.

Secondo AGCOM, a Giugno 2019 il numero di linee in fibra ottica nel nostro paese ha superato quello di linee ADSL in solo rame.

Oggi l’utilizzo della fibra dipende soprattutto dalla zona di residenza; perché non tutte le aree d’Italia sono attualmente coperte da rete FTTC o FTTH. Ma cosa significano queste due sigle?

La differenza fra FTTC e FTTH

Come avviene, innanzitutto, una connessione in fibra?

Generalmente parlando, dato che in Italia esistono diversi erogatori di fibra ottica, il processo di fornitura ha inizio da una centrale di trasmissione locale, alla quale i vari altri operatori di telecomunicazioni possono connettersi per rivendere il servizio ai propri clienti.
Da qui partono i cavi in fibra ottica che raggiungono determinati punti di splittaggio, dove inizia la distribuzione diretta della connettività alle singole abitazioni o attività aziendali; ed è qui che entra in gioco la differenza tra FTTC ed FTTH.

FTTC è l’acronimo di “Fiber To The Cabinet”, ossia “Fibra fino alla cabina” – “cabina” intesa come “punto di splittaggio” – e si tratta di un tipo di connettività misto-rame. Solo il tragitto dalla centrale al punto di splittaggio è cablato in fibra ottica, mentre il percorso dal punto di splittaggio fino all’abitazione è coperto da cavi in rame. Ciò non consente dunque di sfruttare a pieno il potenziale offerto dalla fibra ottica, in quanto il parziale collegamento in rame è soggetto ad interferenze e dispersioni.
Questo tipo di connessione permette di raggiungere una velocità di download di 100 o 200 Mbps, a seconda dell’opzione disponibile nella propria area, ma rimane senza dubbio una soluzione molto più veloce e stabile dell’ADSL solo rame, il quale solitamente non supera i 20 Mbps.

FTTH significa invece “Fiber To The Home”, ovvero “Fibra fino a casa”. In questa opzione è l’intero tratto centrale-abitazione ad essere cablato in fibra ottica e questo permette di raggiungere un’altissima velocità di trasferimento dati, attualmente disponibile fino ad 1 giga al secondo in download, ideale per coloro che necessitano di un’ampia banda e stabilità di connessione, come alcune attività lavorative oppure il live streaming e il gaming.

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La posatura di cavi in fibra ottica richiede tuttavia lunghi tempi e costi elevati, e non è ancora stata completata in tutta Italia. La scelta del tipo di connessione dipende dunque non solo da preferenze e necessità personali, ma soprattutto dalla conformazione geografica della zona in cui si risiede e dalle opzioni disponibili in loco. 

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