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FIRST® LEGO® League 2025/2026: alla scoperta di UNEARTHED

26 febbraio 2026

5 minuti di lettura

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Dopo più di tre mesi di incontri preparatori, il gran giorno è arrivato: sabato 7 febbraio il Team AXERA Academy si è recato al Museo M9 di Mestre (Ve) per partecipare all’edizione 2025/2026 della FIRST LEGO League.

Il tema di quest’anno, UNEARTHED – Scopri il passato per costruire il futuro, ha messo alla prova il gruppo, che ha saputo sia individuare e portare in gara un progetto creativo e coraggioso, sia prepararsi ad affrontare le missioni competitive della stagione con uno sguardo attento e consapevole, valutando ogni obiettivo con cura e sviluppando soluzioni specifiche basate su un’analisi precisa degli strumenti disponibili. 

Tra robotica, ricerca scientifica e tanto lavoro di squadra, i nostri giovani innovatori hanno vissuto l’emozione della competizione regionale, delle agguerrite sfide a colpi di robot e hanno presentato con orgoglio il loro Progetto Innovativo, frutto di studio, confronto e collaborazione. 

Verso la gara: montaggio, programmazione, creatività e... tanto entusiasmo!

Il percorso verso la gara è iniziato a ottobre 2025 e, per oltre tre mesi, il gruppo si è incontrato per preparare al meglio la parte pratica e per entrare nel vivo del tema UNEARTHED, approfondendo le sfide del settore archeologico e immaginando soluzioni per superarle. 

Il corso è partito dal montaggio del nuovo campo da gara, che ha permesso ai partecipanti di familiarizzare fin da subito con le missioni, osservandone da vicino i meccanismi e il funzionamento. 

Una volta pronto il terreno e attivati tutti i componenti, i ragazzi si sono dedicati ai robot e alle missioni, utilizzando – come previsto dal torneo – il linguaggio a blocchi di LEGO® Education SPIKE™ Prime, studiando e perfezionando con grande attenzione ogni traiettoria. 

Oltre al codice di movimento, nel periodo di preparazione le squadre non progettano un robot fisso, ma una “base” motorizzata a cui, tra una missione e l’altra, vengono agganciati e sganciati diversi accessori meccanici, chiamati attachments. 

I ragazzi hanno così ideato bracci motorizzati per sollevare reperti, pinze per spostare ostacoli o strutture a spazzola. Durante la gara, ogni pezzo viene montato e smontato manualmente dai ragazzi nella “Base”, l’unica zona sicura del tavolo. 

Ma come funziona, in concreto, la gara robotica?

Durante la competizione, la sfida si fa intensa: il robot deve affrontare tre manche, cercando di completare nel miglior modo possibile il maggior numero di missioni. Ogni manche dura 2 minuti e 30 secondi, durante i quali il robot opera in totale autonomia. Ogni dettaglio conta: ogni secondo risparmiato nel cambio degli accessori può fare la differenza tra una missione completata e una fallita.

Una volta avviato il codice, il robot si affida esclusivamente ai sensori e alla precisione della programmazione sviluppata nei mesi precedenti, mostrando tutta la dedizione e l’ingegno dei ragazzi. 

Il Progetto Innovativo: un punto di vista speciale!

Il tema di quest’anno — un viaggio nell’archeologia e nelle sfide reali degli scavi — ha subito acceso la curiosità dei ragazzi. 

Il primo passo è stato creare ciascuno il proprio avatar, che avrebbe rappresentato il team alla sfida regionale, per poi dedicarsi a turno alla preparazione di una presentazione del lavoro svolto con Canva, piattaforma di progettazione grafica, da mostrare ai giudici durante la gara. 

Dopo alcune lezioni dedicate ai metodi archeologici, ai vari rami della disciplina e ai problemi affrontati sul campo, i ragazzi hanno individuato i principali punti critici su cui concentrarsi, iniziando a ipotizzare alcune possibili soluzioni per il progetto. 

Fondamentali per confrontarsi con la realtà del settore sono stati i due incontri con la bioarcheologa Miria Ciccarone, conosciuta online come @scheletri.nellarmadio. 

Durante la prima videochiamata, Miria ha offerto ai ragazzi un punto di vista interno, aiutandoli a capire quali idee lasciare da parte e dove concentrare gli sforzi, guidandoli con grande professionalità verso un progetto più mirato. 

Nel secondo incontro, invece, la bioarcheologa ha raggiunto di persona il gruppo in Academy per una mattinata all’insegna dell’archeologia e, dopo aver ascoltato il lavoro svolto fino a quel momento, ha offerto nuovi spunti che hanno trasformato quel confronto nel vero punto di svolta che ha portato alla versione finale del robot. 

Il Progetto Innovativo di quest’anno consiste in una struttura capace di proiettare una griglia laser sul terreno, per delimitare con precisione l’area di scavo, affiancata da un sistema di spazzole meccaniche che puliscono delicatamente il terreno, riportando alla luce i reperti senza danneggiarli. 

Oltre a proteggere i reperti più fragili, il robot è progettato per migliorare l’ergonomia degli archeologi, riducendo lo sforzo fisico necessario durante gli scavi e limitando movimenti ripetitivi o posture che potrebbero causare affaticamento o dolore. In più, offre la possibilità di integrare l’intelligenza artificiale per il riconoscimento e la catalogazione automatizzata dei reperti. 

Un’idea che unisce intuizione, ingegno e comprensione profonda del problema, proprio come richiesto dalla FIRST LEGO League. 

Il giorno della gara

Il giorno del torneo regionale, il team AXERA Academy ha saputo far valere il grande impegno dei mesi precedenti e la passione che il percorso ha saputo trasmettere. 

La gara si è svolta in quattro prove: le prime tre, superate con maestria dal gruppo, prevedevano lo svolgimento del maggior numero di missioni possibili sul campo da gioco in un tempo limitato e i ragazzi hanno dato prova di grande concentrazione e affiatamento. 

Ultima, invece, la presentazione del progetto innovativo, dove la squadra ha parlato con sicurezza, contagiando i giudici e il pubblico con il loro entusiasmo. 

Dopo questa prova, infatti, i ragazzi sono tornata casa con il Premio Motivazione, a dimostrazione della grinta con cuhanno affrontato l’intero progetto. 

Un’esperienza che lascia il segno

Ogni stagione della FIRST LEGO League porta con sé un nuovo tema, nuove difficoltà e nuove scoperte.

Ma ciò che rimane, anche dopo aver smontato il campo di gara e riposto i robot, è il percorso fatto insieme: le idee che si trasformano in prototipi, le prove che diventano soluzioni, la paura che lascia il posto al coraggio. 

E se UNEARTHED ci ha insegnato qualcosa, è che scavare nel passato aiuta a vedere meglio il futuro.

Un futuro che, a giudicare da questi giovani innovatori, è davvero in ottime mani. 

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